Lettera agli scienziati

Il nostro Edoardo Datteri, dopo la prima giornata de “Il Gioco dello scienziato“, ha voluto scrivere una lettera ai nostri amici Scienziati della Bicocca per raccontargli cosa è emerso con i fantastici bambini di Yunik. Pare proprio che abbiano imparato un sacco di cose interessanti e che si siano divertiti. Voi cosa ne pensate?

Cari scienziati, vi scrivo questa lettera per raccontarvi cosa è successo venerdì scorso nel laboratorio Yunik. Sarà un po’ lunga, ma vale la pena leggerla tutta: le ragazze e i ragazzi del laboratorio hanno scoperto cose veramente interessanti sul robot! All’inizio ci siamo messi in cerchio e ci siamo presentati.

Poi abbiamo discusso tutti insieme su cos’è un robot. Secondo Daniele un robot è fatto con elettricità: è programmato e molto difficile da capire. Secondo Matteo un robot è un macchinario comandato da un computer, che ha un motore, dei sensori, e un po’ di intelligenza. Altri hanno paragonato i robot agli esseri umani. Miguel ha detto che un robot è una persona fatta di ferro, e Francesco ha aggiunto che però non può fare la cacca, la pipì e altri bisogni! Giulia e Andrea hanno detto che è un essere non vivente e meccanico con meccanismi simili a quelli dell’uomo. Francesco ha anche aggiunto che un robot non è un droide.

Poi abbiamo discusso tutti assieme sul significato delle parole “computer” e “sensore”. Secondo Andrea il computer è un oggetto con intelligenza artificiale, e Matteo ha aggiunto che è un oggetto che comanda il robot. Altri hanno detto cosa si può fare con il computer: Daniele ha detto che il computer è un oggetto che ti fa fare molte cose tipo spedire le lettere e fare giochi; Miguel ha detto che il computer ti fa vedere delle cose che ti possono interessare, tipo delle foto; Michela ha detto che è un oggetto con cui si possono fare dei testi, inserire le immagini, giocare, foto, video.

Cos’è invece un sensore? Secondo Matteo, un sensore è una cosa che fa capire dove il robot deve andare. Allora ho chiesto a loro se potessero farmi un esempio di sensore. Daniele ha parlato dell’oggetto che ti fa vedere se stai per andare a sbattere contro una macchina dietro, quando stai parcheggiando. Michela ha parlato del sensore di allarme che suona quando entra un ladro, quello collegato all’antifurto. Secondo Andrea un sensore è un “analizzatore di movimenti”: per esempio, una telecamera che quando entri manda un messaggio avvertendo che qualcuno è entrato.

Ma cosa significa “analizzare i movimenti”? Secondo Matteo significa pensare ai movimenti. Allora io ho chiesto se ci capita mai di analizzare i movimenti. Alessandro ha detto che qualche volta ci capita, per esempio quando c’è una zanzara e dobbiamo analizzare i suoi movimenti per capire dov’è. E Byron ha aggiunto che anche quando corriamo analizziamo i nostri movimenti e quelli degli altri! Ma quindi se, come dice Andrea, un sensore è un analizzatore di movimenti, e se anche noi qualche volta analizziamo i movimenti, questo vuol dire che anche noi abbiamo dei sensori? Secondo alcuni sì: Miguel ha parlato del cervello; Michela ha detto che abbiamo dei sensori, per esempio gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca; Matteo ha aggiunto “il tatto”. A Daniele è venuto in mente l’alfabeto per i ciechi, il Braille, che funziona proprio con il tatto. Cari scienziati, secondo me queste osservazioni sono davvero interessanti! Ma ce ne sono state molte altre.

Dopo questa discussione ho chiesto cosa secondo loro fosse uno scienziato. Secondo Michela è una persona che fa degli esperimenti per arrivare a una teoria, e anche una persona che studia di cosa è composta la materia. Secondo Miguel è una persona che studia gli oggetti, tipo i sassi, gli animali. Secondo Giulia è colui o colei che studia i fenomeni naturali o innaturali (cioè fenomeni non fatti dalla natura ma fatti dall’uomo: Daniele ha detto che sono fenomeni artificiali). Secondo Andrea è la persona che studia le stranezze dell’ambiente esterno. E secondo Daniele lo scienziato è una persona che studia e impara cose nuove. Arrivati a questo punto abbiamo provato anche noi a imparare cose nuove… sul robot! Con l’aiuto di Roberta e Tania, abbiamo formato tre piccoli laboratori composti ognuno da tre bambine e bambini.

Poi abbiamo azionato il robot, che come avevate previsto ha iniziato a comportarsi in modo un po’ strano. Le due domande a cui abbiamo provato a rispondere erano: Cosa fa il robot? Perché lo fa? Ecco alcune cose che hanno detto i bambini, che ho raggruppato per laboratorio.

Cosa fa il robot?

Laboratorio “Inter”: – Fa sempre gli stessi movimenti. – Visto che ha dei sensori belli grossi, quando girava allora non si muoveva perché noi eravamo come un muro e lui non poteva muoversi perché eravamo intorno. – Se si fa un rumore gira ancora.

Laboratorio “Star Wars”: – Quando va indietro fa sempre dei salti. – Il robot quando andava indietro si fermava tante volte. – Quando il robot andava veloce ma non piano (e viceversa, ha aggiunto qualcuno).

Laboratorio “I Genietti”: – Alcune volte può andare piano e veloce. – Fa delle acrobazie che ripete varie volte e qualche volta si muove a scatti – Alcune volte il robot ripeteva gli stessi movimenti, tipo giravolte andare avanti e indietro.

Perché lo fa?

– Inter: Faceva i movimenti così strani perché aveva paura

– Star Wars: Perché è un po’ rincitrullito.

– I Genietti: Perché è stato programmato così (qualcuno ha aggiunto: ma siamo sicuri che è stato programmato?).

Poi sono venute fuori molte altre ipotesi sul robot. Una è stata proposta da Andrea: “questo robot anche se noi non siamo intorno fa gli stessi movimenti come se fossimo intorno”.

Allora ho chiesto ai bambini come fare per capire se questa ipotesi fosse giusta oppure no. E sono stati proposti molti esperimenti!

– Esperimento di Daniele: vedere se succede quello che abbiamo detto.

– Esperimento di Michela: far partire il robot e metterci intorno per vedere se si ferma o no.

– Esperimento di Miguel: noi ci sediamo ai nostri posti che così vediamo se va dove vuole lui o fa quello che ha fatto prima.

Alla fine abbiamo fatto l’esperimento di Miguel ma, cari scienziati, non ho capito molto bene cos’è successo. Sicuramente i ragazzi hanno capito molto meglio di me. Speriamo che me lo spieghino la prossima volta! Infine ho chiesto alle ragazze e ai ragazzi del laboratorio se ci fossero cose che volessero scoprire sul robot.

– Daniele: se si possono fare altri movimenti.

– Andrea: se si possono aggiungere pezzi, tipo le braccia.

– Michela: se le ipotesi sono affermate o negate, e anche gli esperimenti.

– Daniele: se si può comandare con un telecomando. Anche Matteo ha questa curiosità. Andrea ha aggiunto che, se il robot non fosse stato programmato, sarebbe telecomandato. Programmato significa che lo fai prima e gli dai dei comandi da prima, telecomandato che lo fai sul momento.

Al termine del laboratorio ho chiesto ai ragazzi cosa gli fosse piaciuto di quello che abbiamo fatto:

-Vedere il robot
– Vedere cosa fa il robot, pensarci su e scriverlo.
– Sentire che questo documento andrà agli scienziati.
– Mi è piaciuto quando facevamo a coppie.
– I bravi insegnanti.

Poi ho chiesto cosa non gli fosse piaciuto, ma loro hanno detto “niente!”. Poi ho chiesto loro: “Cosa avete imparato?
– Abbiamo imparato cos’è il sensore, il computer, il robot strano, il droide.
– A costruire ipotesi.
– A costruire esperimenti.
– Che i robot sono programmati e che se te ti metti intorno qualche robot continua a girare su se stesso.
– Che i robot sono un po’ matti.
– Per affermare le ipotesi abbiamo fatto gli esperimenti.
– Abbiamo scoperto che il robot se ci levavamo dai piedi andava dove voleva lui.
– E se faceva un rumore fortissimo iniziava a girare.

Questo è tutto, cari scienziati! A me pare che le bambine e i bambini di Yunik abbiano tutti osservato con moltissima attenzione e intelligenza il robot, e che abbiano proposto delle ipotesi e degli esperimenti molto interessanti. Anche Roberta e Tania erano molto contente di quello che è successo. Allora, cosa ne pensate? Ci date qualche suggerimento per proseguire con la scoperta?

Edoardo

 

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