Code4Grow: coding gratuito nelle scuole

Code4Grow: coding gratuito nelle scuole

Code4Grow: il coding per crescere

Code4Grow coding e robotica educativa
nelle scuole italiane grazie alla Responsabilità Sociale delle Imprese

Code4Grow è un progetto educativo ideato da Yunik e MasterCoder con l’intento di portare gratuitamente il coding e la robotica educativa all’interno delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

L’obiettivo è quello di contrastare la povertà educativa, sviluppare le competenze logico matematiche, digitali e computazionali degli alunni, potenziare le loro abilità cognitive, di lavorare in gruppo, di porre e risolvere problemi, così come suggerito dalle Indicazioni Nazionali del 2012.

Il progetto, che consiste in un percorso di 5 incontri da 2 ore, è attivabile in qualsiasi scuola italiana grazie al sostegno di aziende, fondazioni o Enti disponibili a investire nel futuro dei nostri bambini e bambine.

Le scuole già coinvolte

Istituto Scolastico Comprensivo Casa del Sole – Milano
Istituto Comprensivo Ammirato Falcone – Lecce
Istituto Comprensivo Thouar Gonzaga – Milano
Istituto Comprensivo via Aldo Moro – Buccinasco

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LE AZIENDE CHE HANNO GIA’ SOSTENUTO CODE4GROW

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CODE4GROW E’ UN PROGETTO DI

Yunik
MasterCoder
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Il gioco dello scienziato: le testimonianze di Byron e Giulia

Il gioco dello scienziato: le testimonianze di Byron e Giulia

Il gioco dello scienziato: seconda lezione

Inizia la seconda lezione!!!

 

Il gioco dello scienziato: le testimonianze di Giulia e Byron

Yunik è partecipazione e stimolo creativo, sempre. Per questo ci piace dare la parola ai nostri ragazzi: oggi tocca a Giulia e a Byron, i nostri giornalisti scientifici in erba.

Byron (9 anni)

Questa volta non ci siamo presentati perché ci conoscevamo già e la parte che mi è piaciuta di più è stata quando abbiamo lavorato in gruppo.

Ho notato che il robot ha l’intelligenza di fare quello che vuole, non è che lo comandano, è libero.

È stato divertente anche perché ho capito che il robot senza i sensori non parte mai.

Giulia (10 anni)

Quando sono arrivati tutti i bambini del laboratorio, è cominciato il corso. Ci siamo messi in cerchio e abbiamo parlato un po’ della scorsa lezione, poi ci siamo ricordati che dovevamo finire di verificare le ipotesi.

Edoardo ci ha fatto proporre degli esperimenti che ha scritto al computer e ce li ha fatti verificare. Abbiamo parlato dei sensori del robot, poi glieli abbiamo smontati e abbiamo capito che un robot senza sensori non va da nessuna parte.

Infine abbiamo letto un piccolo pezzo della lettera degli scienziati dell’Università Milano –Bicocca. Mi sono divertita e non vedo l’ora di scoprire cosa si farà nella prossima lezione.

Ringraziamo i nostri fantastici scienziati in erba! Domani li attende la terza lezione de “il Gioco dello Scienziato” (qui), il laboratorio di robotica educativa di Yunik – proprio come te!

Se anche voi volete far vivere ai vostri figli l’esperienza esaltante di un gruppo di scienziati che formula ipotesi, le verifica e impara a programmare un robot, contattateci. Stiamo organizzando una nuova edizione de il Gioco dello Scienziato” (qui) per i bambini della primaria, abbiamo “Lo zoo dei robot” per i ragazzi della secondaria di primo grado e stiamo lavorando sulle nuove proposte che spaziano dalla programmazione, alla biologia, dalla fisica alla matematica! Rimanete in contatto iscrivendovi alla nostra newsletter.

 

 

È stato divertente anche perché ho capito che il robot senza i sensori non parte mai.

Byron

Studente Yunik, 9 anni

3 + 14 =

Giornalisti scientifici crescono: Yunik ospita Byron

Giornalisti scientifici crescono: Yunik ospita Byron

Giornalisti scientifici

Giornalisti scientifici: Byron, uno dei ragazzi del corso “Il Gioco dello Scienziato” si è prestato a diventare giornalista scientifico e reporter di Yunik. Ecco le foto della 2a lezione tutte per voi. Scoprirete cosa ha fatto il robot Lego Mindstorm, come si sta sviluppando lo spirito di osservazione dei nostri scienziati in erba, come formulano le loro ipotesi scientifiche e come cercano di dimostrarle, ma anche che gli stessi cronisti scientifici qualche volta sono un po’ ficcanaso!

Grazie a Byron per il lavoro che sta svolgendo e buon divertimento con Yunik, energia per crescere!

Mi sono divertita e non vedo l’ora di scoprire cosa si farà nella prossima lezione

Giulia

studente Yunik

9 + 5 =

Hawking e il suo insegnante di matematica

Hawking e il suo insegnante di matematica

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L’incontro tra Stephen Hawking e il suo professore di matematica, Dikran Tahta,  è stato fondamentale per indirizzare la carriera del noto fisico e matematico.

 

Dietro un grande scienziato, una grande personalità del mondo della cultura, c’è spesso un insegnante che ha saputo interessare, coinvolgere, stimolare la sete di sapere e conoscenza dei suoi studenti, che ha saputo rendere la sua materia così affascinante da indurre i ragazzi a volerla scoprire di più.

Probabilmente Stephen Hawking non sarebbe mai diventato il fisico che è oggi, se non avesse avuto alle spalle un signore chiamato Dikran Tahta. No, non è uno scienziato come lui, né un assistente per le sue ricerche. Dikran Tahta è stato l’insegnante di Stephen Hawking, colui che, a detta del fisico “ha cambiato il mio universo”. Hawking ha raccontato che le lezioni di Dikran Tahta alla St. Albans School nell’Hertfordshire, nel Regno Unito, erano “vive ed entusiasmanti” e che “non sarebbe mai diventato un fisico rinomato se il suo insegnante non lo avesse ispirato a diventare un docente di matematica”. Non è un caso che sia stato proprio Stephen Hawking ad annunciare, qualche tempo fa, i nomi dei dieci finalisti del Global Teacher Prize, riconoscendo proprio il ruolo decisivo che il professore ha avuto nella sua formazione.

Il primo pc costruito col suo maestro

“Molti insegnanti erano noiosi” ha raccontato Hawking, ma non “Mr Tahta, le cui lezioni erano appassionanti. Tutto poteva essere discusso. Grazie a lui sono diventato un docente di matematica a Cambridge, nella stessa posizione una volta ricoperta da Isaac Newton”. Il fisico ha raccontato che lui e il suo insegnate hanno costruito insieme il suo primo computer, realizzato con commutatori elettromagnetici. “Ogni mente per raggiungere le sue vere potenzialità ha bisogno di una scintilla, quella della curiosità, dell’ispirazione e della passione. Spesso quella scintilla viene dagli insegnanti. Dietro a ogni grande artista, scienziato e filosofo c’era un insegnante. Per quanto difficile può essere la vita l’insegnante che è sempre lì, dietro le scene”.

Dikran Tahta, insegnante di Stephen Hawking

Pensare la matematica in modo creativo

Stephen Hawking ha affermato che è stato il suo insegnante a fargli pensare alla matematica in modo “diverso”: “A 14 anni Dikran Tahta mi ha mostrato come pensare creativamente alla matematica. Mi ha fatto fare delle domande, mi ha reso curioso, ha aperto mondi, ed è questo ciò che un grande insegnante fa”. Qual era, dunque il metodo di Dikran Tahta? Secondo il GuardianDikran Tahta è stato uno dei più importanti matematici della sua generazione. Nato a Manchester, aveva origini armene e prima di dedicarsi alla matematica ha studiato tantissima letteratura, lingua italiana e giornalismo. La prima lezione che ha tenuto era di storia, ma piano piano ha cominciato a insegnare anche matematica. Nel 1955 ha cominciato a insegnare alla St Albans school, nell’Hertfordshire, proprio la scuola di Stephen Hawking. 

Dick Tahta

La sua estrema vitalità rallegrava tutta la classe e la sua reputazione lo precedeva: tant’è che nel 1961 fu chiamato a insegnare matematica alla Exeter University, dove ha costruito una rete di studenti e insegnanti. Tahta credeva molto nell’interazionein classe e nell’uso di supporti didattici come film e altre cose. Alcune volte, per insegnare la matematica, ricorreva perfino alla cucina. Il suo obiettivo era liberare la tipica psiche matematica, a volte intrappolata negli astrattismi. La sua apertura si coniugò bene con gli anni ’60 e il suo interesse per la mente creativa e divergente lo portò a sperimentare la musica contemporanea e l’arte. Nel garage della sua casa di famiglia, nell’Exeter, studenti e insegnanti potevano provare la scultura e la pittura. Fu un membro di punto dell’Association of Teachers of Mathematics (ATM), che diffondeva idee basate sui valori della cooperazione. Scrisse tantissimi libri sull’insegnamento della matematica, e promosse l’insegnamento attraverso approcci visivi, come i film geometrici di Jean-Louis Nicolet e Caleb Gattegno. Dikran Tahta è morto il 2 dicembre 2006. (di CARLOTTA BALENA per  StartUP Italia)

  • Abbandono scolastico 17%
  • Ragazze iscritte a facoltà scientifiche 36%
  • Ragazze iscritte a ingegneria 17%
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